Amarena, l’Orsa

Amarena, l’Orsa

Succede spesso, a me succede, di tentare di elaborare un lutto scrivendo. Affidandosi a una storia da inventare, per tentare di dare senso a una  realtà che non ha senso. L’uccisione dell’orsa Amarena  a sangue freddo, per mano di un uomo che non aveva niente da temere, ma solo dimostrare la propria presunta “superiorità” e arroganza di specie ,  è uno di quei momenti. E questo è il mio racconto.

 

Quanto abbiamo corso oggi. Abbiamo fame. E ora dove andiamo mamma?

Scivoliamo giù lungo la montagna, poi attraversiamo il bosco e quei prati, laggiù…

E poi?

Poi aspettiamo che si accendano le luci dei paesi abitati dagli umani e andiamo a cercare cibo buono e grasso, ci serve per attraversare l’inverno

Cos’è l’inverno, mamma?

Non l’avete mai visto, siete troppo piccoli. Inverno è quando c’è la neve, tanta, ovunque. Ma noi dormiremo per non avere freddo né fame. Quando siete nati voi era primavera, e ci risveglieremo quando i prati saranno verdi e i fiori di tutti i colori attireranno farfalle e api…

Si sono accese le luci, mamma. Andiamo?

Si, piccoli miei, andiamo, state dietro di me. Ecco, oltre la strada. Laggiù. Non c’è nemmeno una rete, entreremo facilmente.

Mamma, cos’è stato questo rumore?

Mamma, perché non rispondi? Dove sei?

Sono qui, cuccioli miei, qui vicino. Sono caduta, c’era un ostacolo che non avevo visto…

Allora dobbiamo scappare, vero mamma? Torniamo nel bosco?

Io devo riposarmi un po’, provo ad alzarmi ma non ci riesco. Sono stanca…

Ma tu non sei mai stanca, mamma! Corri per tutte le montagne senza paura, poi ti fermi ad aspettarci perché siamo troppo piccoli e lenti…

Ci sono tanti rumori, mamma, non ne abbiamo mai sentiti così tanti…Che succede?

Devo riposarmi, ma voi non potete stare qui. Ora salite sull’albero qui dietro, lo abbiamo superato poco fa, vi ricordate? Quando non sentirete più rumori o voci degli umani scendete e correte via più veloci che potete.

Ma dove, dove dobbiamo andare? E perché senza di te ?

Io vi raggiungerò quando mi sarò riposata, ma per voi è pericoloso restare qui da soli. Non posso più proteggervi… Dovete andare in alto, sulla montagna da dove siamo arrivati. Là troverete qualche orsa che mi somiglia, vi terrà al sicuro…fino al mio ritorno. Rimanete insieme, sarete più forti.

Come troveremo la strada da soli? Senza respirare il tuo odore, senza sentire i tuoi passi? E’ così buio.

La troverete, siete orsetti in gamba, avete imparato così tanto in pochi mesi. Dovete salire, guardare la cima, e seguire sempre la luce della stella più luminosa, vedete? E’ quella la direzione. L’Orsa Maggiore. Ma state lontani dalle luci degli umani, non tornate più per questi sentieri, non avvicinatevi mai alle loro case. Non ascoltate le voci.

Abbiamo capito, mai più le loro voci. Lontani dagli umani. Ora torniamo sull’albero, e poi correremo via, e poi tu ci troverai, vero?

Certo, vi troverò cuccioli miei. Ci rivedremo in alto, sui prati. Correremo ancora insieme e anche se non mi vedrete io ci sarò. Mi sentirete con il cuore. E’ con il cuore che vi sto parlando. Ora via, andate, correte. Anche i lupi vi lasceranno passare.

Ecco, sono andati. Si salveranno. Chiudo gli occhi, la morte mi ha concesso il tempo di parlare con loro un’ultima volta, e spiegare cosa dovranno fare. Non ci chiediamo mai cosa si prova a morire, sappiamo che si muore e basta. I miei occhi ormai sono chiusi ma vedo ugualmente come se fosse giorno tutta la vita che ho vissuto, i prati e i boschi, le prede che ho inseguito e le acque dove mi sono dissetata; i cuccioli che sono diventati adulti e se ne sono andati. I fiocchi di neve che mi bagnavano il muso. Ora però sento che arriva veloce, e non ho mai pensato di poter andare via così, nel buio. In una terra lontana dai boschi, sul cemento sporco di una casa degli uomini. Senza gli odori della foresta a insegnarmi la strada. Sono stata imprudente, mi sono fidata. Il popolo degli orsi imparerà a non fidarsi? Non lo so. Ecco, le ultime energie le ho spese per mandare ai cuccioli i miei pensieri e guidarli. Sento che sono diventata leggera, c’è un soffio di vita che esce dal mio corpo e mi trasporta via, in questo vento. Li aspetterò in cima al crinale, li guarderò salire e li guiderò ancora una volta. Poi sarò di nuovo libera.