Brianna Carafa, Dieci giorni sottoterra
Per festeggiare i suoi primi dieci anni di vita la Casa Editrice Cliquot ha stampato in tiratura limitata di 520 copie un piccolo libro che viene distribuito come omaggio a lettrici e lettori. Si tratta di un racconto di Brianna Carafa, dal titolo Dieci giorni sottoterra, ritrovato fortunosamente tra la pila dei manoscritti inediti di questa importante scrittrice alla cui riscoperta la Cliquot ha dato un contributo fondamentale. Le modalità del ritrovamento vengono raccontate in premessa da Federico Cenci in un breve testo che è esso stesso un racconto su come il gruppo Cliquot abbia interpretato in questi dieci anni il lavoro di una casa editrice che ha scelto di ridare vita a libri dimenticati o addirittura spariti dalla circolazione e spesso ignoti anche a un pubblico di lettori avveduti. E parla di incastri prodigiosi e delle piccole coincidenze che sanno di miracolo, perché “i libri che abbiamo ritrovato non sono arrivati per caso”. Come è accaduto con questo racconto, che consiste in poche pagine di diario in cui la narratrice annota i dieci giorni trascorsi sottoterra insieme ad un gruppo di persone per sfuggire a non meglio precisati bombardamenti in un luogo altrettanto imprecisato. In realtà non sappiamo se si tratti di finzione o se quei dieci giorni siano stati davvero vissuti durante la seconda guerra mondiale e rielaborati in forma narrativa nel 1952, come dice la data in calce. Comunque sia la scrittrice li tratteggia in poche pagine scarne eppure drammatiche nella restituzione dei sentimenti e delle sensazioni, delle paure, della rassegnazione, fino all’esito finale che arriva con una chiusa indimenticabile: “Abbiamo tutti brindato e non si sa a che cosa”. E si chiude così la premessa: “E allora, come nel racconto di Brianna Carafa, viene voglia di alzare i calici e brindare, e godere di questo miracolo che, dopo tutto questo tempo, ancora non si sa bene da dove arrivi e, in fondo, perché ci sorregga”. Anche noi lettrici e lettori brindiamo! Ad altri dieci anni così!






